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Suor Carla Chiappa

Nella serata di martedì 29 aprile 2014, all’ospedale di Bentivoglio (Bologna) improvvisamente è deceduta suor Carla Chiappa, di anni 76. Faceva parte della comunità di Altedo, dove in vari modi aiutava nella scuola materna e in Parrocchia. La comunità parrocchiale di Altedo si riunirà per l’ultimo saluto a suor Carla venerdì 2 maggio per la celebrazione del funerale. La salma verrà poi trasportata a Botta di Sotto il Monte (Bergamo) dove sabato 3 maggio alle ore 10.00 si rinnoverà il rito funebre.

Profilo biografico

Suor Carla Chiappa nacque a Sotto il Monte il 2 luglio 1937 da Giuseppe e Irene Rota; entrò nell’Istituto delle Suore Orsoline, come aspirante, il 22 ottobre 1951; dopo tre anni confermò la sua scelta di intraprendere il cammino di vita religiosa e il 27 febbraio 1954 iniziò il percorso formativo di Postulato; il 28 agosto dello stesso anno fece la Vestizione religiosa. Emise la prima professione il 4 aprile 1957 e la professione definitiva il 30 agosto 1962.

Dopo aver vissuto i suoi primi anni di vita religiosa nell’Opera P. Maffeis di Gazzaniga (Bergamo), dove le ragazze orfane lavoravano in maglificio ed erano assistite dalle suore, con semplicità e disponibilità offrì il suo servizio in varie comunità e scuole materne: Chignolo d’Isola (1960-1961), Maccaretolo (Bologna) dal 1961 al 1971, Luzzana (Bergamo) dal 1971 al 1973, Padova, dal 1973 al 1978, poi Morengo (Bergamo) e Boltiere, dove rimase fino al 1987 per poi continuare la sua missione tra i piccoli della scuola materna di Arcene fino al 1992. Nel 1992 Suor Carla fu chiamata a prestare il suo servizio nella scuola materna di Villongo Sant’Alessandro e nel 1999 ritornò nuovamente ad Arcene dove restò fino al 2011, anno in cui il Signore le preparò un'altra comunità in cui testimoniare il Suo amore: Altedo, in provincia di Bologna. Qui, limitata dal peggioramento della vista, non potè più insegnare, ma continuò comunque a donare il suo aiuto sia nella scuola sia nell’attività parrocchiale, andando a visitare gli ammalati.

La sua improvvisa partenza per il Cielo ha colto di sorpresa suore, familiari, amici di Altedo e di altre Parrocchie dove suor Carla è vissuta. Insieme ci uniamo nel rendimento di grazie al Padre per avercela donata e offriamo per lei preghiere di suffragio. Dal Cielo potrà continuare quelle opere di bene che ultimamente, a causa della poca vista, soffriva di non poter riuscire a compiere come desiderava.

Ripercorrendo la sua vita donata a Dio e ai fratelli vogliamo sintetizzarla così: “Mi hai chiamato? Eccomi, Signore!” in ricordo della sua grande disponibilità, della sua bontà d’animo e sensibilità per le sofferenze altrui.


  In simplicitate sacrificium


"Se volessimo paragonare suor Carla ad un fiore, sceglieremmo una margherita del prato.

Questa carissima sorella che abbiamo conosciuto e amato, era molto semplice, riservata e umile, non amava farsi valere e notare, sapeva ringraziare quando qualcuno intuiva i suoi desideri e cercava di renderla felice accogliendoli con compiacenza.
Amava compiere il suo servizio con i bambini e in parrocchia con delicatezza, sapeva vedere i bisogni di chi le era accanto e dava sempre un aiuto senza pretese. Ha vissuto veramente come un fiore del campo che dona profumo, colore e gioia anche a un bimbo che lo coglie e ne gode.
Vogliamo riassumere la sua vita con questo decalogo della piccola via:
Camminare nella vita in punta di piedi senza che nessuno si accorga di te.
Dimenticarsi e farsi dimenticare.
Non chiedere nulla a nessuno e a tutti donare.
Ricevere solo quello che ti danno e nulla domandare.
Adorare in tutti un raggio della Divinità.
Credersi perfettamente inutile e d'altra parte far bene ogni cosa.
Tacere e sorridere. Sorridere e tacere.
Soffrire e pregare . Pregare e amare.
E vivere nella Trinità Santissima, sempre silenziosamente adorando.
Calmi e sereni senza turbamenti, senza desideri:
soli con Dio solo, per essere nel mosaico dell'umana società la pietruzza che Dio vuole e che riflette un po’ della sua luce".

sr. Anastasia e sr. Regina




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