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Cosa avete tra le mani?

 Dieci Professioni perpetue e 25° di professione religiosa

 30 luglio 2017: giornata solenne per tutte le Orsoline d’Eritrea e nel mondo. Il Signore è sempre stato generoso nel dono di sorelle consacrate al suo servizio.

Nella parrocchia Beata Mariam in Gezabanda, nella celebrazione dieci sorelle hanno professato il loro sì in perpetuo, alla presenza dell’Arcivescovo Abune Mengsteab Tesfamariam, numerosi sacerdoti concelebranti, in una chiesa gremita di fedeli, parenti, genitori e conoscenti. Nella celebrazione due sorelle hanno ricordato i venticinque anni di vita religiosa.

Nell’omelia l’Arcivescovo ha preso spunto dal Vangelo: “cosa avete nelle mani?” chiede Gesù ai discepoli che rispondono: “cinque pani e due pesci” e proprio questi Gesù moltiplica. Tutti abbiamo doni per operare con responsabilità e generosità nel servizio che ci è affidato; tutti possiamo essere responsabili sempre, attenti nel vivere i doni che ciascuno ha tra le mani.

L’Arcivescovo ha fatto poi riferimento alla burrasca affrontata dai discepoli con Gesù:  “Auguro che lo spirito di fede illumini il vostro sguardo sulla vita e sulla storia. Gli apostoli hanno avuto paura perché avevano poca fede, e questo capita anche a noi nella vita di ogni giorno. A voi sorelle, che professate il sì per sempre, auguro di alimentare la fiducia nel Signore per essere sempre vittoriosi nelle prove della vita”.

La festa è proseguita nella condivisione della fraterna colazione.

Brevi riflessioni delle neo professe

Nel tempo della formazione ho maturato la consapevolezza del dono della mia vocazione con l’istruzione, con la riflessione sulla chiamata. Son riuscita a individuare lo spirito dell’Orsolina con la particolare attenzione alla donna. Ho intuito la grandezza del genio femminile e la sua chiamata per il rinnovamento della società. (Sr. Lucia Frezghi)

Ti ringrazio, o Signore, con la tua infinita misercordia mi hai chiamato in questa famiglia, giardino che continua a fiorire: io sono un fiore di questa Congregazione. Come don Francesco: “Non mi sono mai pentito, e non lo sarò mai d’aver a tanto costo sostenuta la causa dei poveri”, anch’io desidero ritrovare il volto di Cristo in questi poveri. È il grande dono per me, nutrito nell’Eucaristia, fonte di ogni opera di carità. (Sr. M. Scisciai Yemane)

Gioia e soddisfazione di essere Orsolina per sempre. Condivido il sogno di qualche anno fa: mi trovavo in montagna e nelle mani avevo un crocifisso ed un anello d’oro. Arrivata in cima, questi sono scivolati nel profondo del mare. Ero preoccupata, non riuscivo a dare spiegazione. Dopo sei anni il sogno si è ripetuto; però sono scesa dalla montagna, e tuffata in mare, ho visto brillare crocifisso e anello e li ho recuperati. Ho trovato il prezioso dono della vocazione, ho coltivato la compassione di Gesù per essere madre di quanti incontro. (Sr. Hawariat)

Ringrazio Dio per quanto ho ricevuto, per il dono della vocazione: consacrarmi al servizio divino è desiderio custodito fin dalla mia giovinezza. Il Signore mi ha posto in questo Istituto di Orsoline posto sotto la protezione di Maria Vergine Immacolata. Siamo spose di Cristo, il figlio di Dio, ci dice S. Angela: riconosco la grandezza della mia vocazione. Ringrazio i miei genitori insieme alle formatrici, con tutti i loro suggerimenti per conservare la mia vocazione. (Sr. Rediet)

Non siete voi che avete scelto me, ma io ho scelto voi, e vi ho destinati a portare molto frutto, un frutto duraturo. Allora il Padre vi darà tutto quel che chiederete nel nome mio” (Gv 15,16). La gioia di una Orsolina è servire i fratelli. Il Signore ha posto il suo sguardo su di me, per essere al suo servizio: sia ringraziato e lodato per sempre. La vita di Don Francesco mi ha colpito profondamente e mi invita a donarmi al Signore, sono chiamata a vivere la sua stessa donazione e lo zelo per le anime, con tutta la mia povertà. (Sr. Saba Eman)

Ti ringrazio, Signore, per ogni tuo dono fino alla consegna per sempre. In questa famiglia Orsolina ho potuto approfondire il mio essere sostegno e conforto per quanti hanno bisogno di comprensione e vicinanza. Porto nel cuore la realtà dei poveri e sono pronta ad andare loro incontro con il dono della mia vita offerta. (Sr. Worku)

O Signore, ti ringrazio che mi hai donato ottima salute e la chiamata a consacrarmi a Te. Nel cammino formativo ho scoperto lo spirito materno, la carità che accoglie, si prende cura, manifesta pietà, è disposta a tutto senza interesse, pone l’altro al primo posto, non disprezza nessuno, è pronta a capire, abbracciare tutti. Questo voglio impegnarmi a mettere in pratica nella mia vita. Dove c’è la mamma, c’è l’amore. Dove c’è l’Orsolina c’è gioia e pace. (Sr. Semhar Siefu)

Innalzo il mio grazie al Signore che mi ha curato con i suoi doni celesti: “Ascoltatemi, figli santi, e crescete come una rosa che germoglia presso un torrente. Come incenso spargete buon profumo, fate sbocciare fiori come il giglio, alzate la voce e cantate insieme, benedite il Signore per tutte le sue opere (Sir 39,13-14). Mi ha colmato di sè, dello spirito dell’Istituto, mi ha resa madre, sposa e sorella: per tutto ringrazio di cuore. Don Francesco, nostro Fondatore, mi ha insegnato l’attenzione alla donna per rinnovare la società. Sono contenta della mia vocazione. (Sr. Rosa Abraha)

Il Signore guarda la sua serva con grande misericordia ed amore. Ripeto con S. Paolo: “mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno” (1Cor 9,22). È il pensiero che mi ha costruito, ha formato la mia intimità e mi sforzo di crescere nella santità. (Sr. Yirgalem)

Sono contenta, ringrazio il Signore per il dono della vita. Cerco di vivere con spirito di fede, rinnovato ogni giorno, il dono della chiamata nella famiglia Orsolina e partecipo alla redenzione che Dio ha offerto all’umanità con il mio servizio ai fratelli. Unita alle sorelle nell’essere oggi riflesso della compassione divina, imito la mitezza e l’umiltà di cuore di Gesù. (Sr. Walet Tesfay)



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