La mattina del 25 ottobre 2019, nell’infermeria della casa madre di Gandino, suor M. Guerina Piolanti, di anni 97, ha concluso la sua corsa terrena. Insieme, ringraziamo il Padre per il dono di questa nostra sorella e a Lui l’affidiamo perché l’accolga nel suo Regno di luce.
Il funerale sarà celebrato lunedì 28 ottobre alle ore 15.00 nella chiesa di San Mauro.

Profilo biografico

Suor Guerina Piolanti (Domenica, il nome di battesimo), nasce a Cusercoli, una frazione di Civitella di Romagna, in provincia di Forlì, il 15 agosto 1922. I suoi genitori sono Domenico e Caterina Assirelli. Desiderosa e fortemente decisa nel  rispondere alla chiamata di Dio, nonostante il parere contrario della famiglia, appena compiuti i 18 anni, Domenica entra nell’Istituto delle Suore Orsoline di Gandino; ella ricorda quel giorno in modo particolare, testimoniando al processo per la Causa di Beatificazione di Madre Dositea: “Ricordo con simpatia madre Dositea, alla mia entrata, effettuatasi il 18 agosto 1940, in maniera singolare, poiché dovetti fuggire da casa: ella mi si avvicinò e, con gentilezza, si complimentò e mi disse che anche lei si chiamava Domenica come me”.
Alcuni mesi dopo, il 1° aprile 1941, inizia il cammino di Noviziato, insieme ad altre 13 ragazze, e il 1° aprile 1943 celebra la Prima Professione religiosa. Vive i primi quattro anni a Bergamo, in casa generalizia, con l’impegno di assistere le educande,  una trentina di ragazze che frequentavano la Scuola. In quel periodo, il collegio di Via Masone accoglieva anche una sessantina di ragazze libiche, bloccate dalla guerra in Italia. Suor Guerina  è tra le suore incaricate di accudirle, alleviando il dolore per il distacco dalle loro famiglie, come una di loro testimonia: “Sebbene noi tutte libiche avessimo vivissimo desiderio di ritornare alle nostre famiglie, stavamo molto contente in compagnia delle suore di allora…”.
Nel 1947 viene trasferita a Fiorano al Serio presso il Convitto Operaio, dove si dedica all’assistenza delle ragazze che lavorano al Cotonificio Albini. La presenza delle suore in quest’ opera, assicurava alle giovani, al rientro della giornata lavorativa, di trovare un ambiente familiare, possibilità di istruzione, di formazione religiosa e  civile, di addestramento ai lavori femminili e, soprattutto, sicurezza morale.
Il 31 marzo 1949 emette i voti perpetui nelle mani di Madre Gesuina Seghezzi.
A settembre del 1955, suor Guerina è chiamata ad un nuovo servizio educativo: la scuola elementare di Viale Trastevere, a Roma. Qui studia e offre il suo aiuto fino a quando, conseguito il diploma magistrale,  nel 1958 assume a pieno titolo il ruolo di insegnante.
Ha una classe numerosa di soli maschi ai quali dedica tutta se stessa, con l’intento di appassionarli allo studio e alla vita; allegra e gioiosa, sebbene “rustica” nel suo temperamento, gioca con loro a calcio. Le suore ricordano l’artigianale pallone confezionato da lei stessa e utilizzato durante la ricreazione che, ieri come oggi, si svolge sulla terrazza dell’Istituto scolastico. Fatto di stoffa, assicurava il divertimento ai ragazzi e, in caso di caduta nella strada sottostante, diminuiva il pericolo di gravi danni.
Molto attiva e disponibile in tanti servizi, oltre all’attività di insegnamento, si presta ad accompagnare ospiti e suore in auto, per raggiungere l’aeroporto, per visite mediche, per le necessarie spese… conosce benissimo la città di Roma ed è un punto di riferimento per tutte. Insieme a suor Giustina e a suor Benilde, tiene allegra la comunità, con scherzi e travestimenti insoliti.
Nel 1995, lascia la città eterna e fa parte della comunità di Casnigo, nella bergamasca, dove offre ancora il suo aiuto, stavolta nella scuola dell’infanzia,  così come può: suo impegno quotidiano è accompagnare e accudire i piccoli nel riposo pomeridiano; un servizio che svolge con tanta cura e tenerezza, da vera “nonna”. Mentre veglia, le sue mani non sono mai ferme: confeziona decine e decine di corone del rosario con il materiale che ancora le inviano dal suo paese. La comunità che ha condiviso con lei gli anni di questo ultimo servizio, la ricorda per il suo spirito di fede, la sua preghiera, ma soprattutto per la sua comprensione e stima per il lavoro di tutte, suore e insegnanti laiche. «Era sempre disponibile – afferma suor Valeria Marchesi – aperta al nuovo, equilibrata, non ha mai fatto pesare le eventuali difficoltà e ha accolto con docilità anche le naturali conseguenze dell’anzianità e della malattia. Mi ha insegnato molto, in particolare la visione positiva della realtà…».

Dal 21 febbraio 2011, suor Guerina si trovava nella casa di Gandino, dove ha pronunciato il suo “Eccomi definitivo”.